
A fine settembre 2008, dando seguito alle indicazioni del Coordinamento nazionale di PBC, fu lanciata la petizione contro il nucleare. Alla conferenza stampa, fu invitata tutta la stampa libera, quindi editori e direttori non mandarono nessun giornalista.
Qui sotto trovi i video della conferenza stampa del lancio della Petizione per dire NO al nucleare
Qui sotto un altro video dove Michele Boato viene intervistato e spiega i motivi del No al nucleare
Non avemmo l'auspicata compartecipazione di partiti e associazioni a cui ci eravamo rivolti (anzi, qualcuno dopo qualche mese promosse una propria autonoma petizione), ma in seguito le firme arrivarono in numero decisamente superiore a quanto previsto, specie in considerazione delle poche centinaia di euro che abbiamo potuto investire nella campagna di divulgazione, e rispetto all'esiguità del numero di nostri attivisti nelle varie regioni.
Video reportage di Monia Benini, di fronte alla centrale nucleare di Caorso in provincia di Piacenza.
Quando Grillo annunciò che il V-Day 3 sarebbe stato dedicato al nucleare, per lanciare il referendum , il suo meetup di Biella invitò i nostri referenti per il Piemonte a lavorare insieme ( sia sulla petizione che sulla preparazione del V-Day e del successivo referendum), accogliemmo l'invito e scrivemmo a Grillo per allargare tale collaborazione a livello nazionale; nessuna risposta.
1° appello a Grillo: clicca qui per leggerlo >>
2° appello a Grillo: clicca qui per leggerlo >>
Ad un anno dal lancio e quando si profilava il risultato delle 50.000 firme, il coordinamento nazionale decise di chiudere la petizione e consegnare le firme al Presidente della Repubblica nel giorno del 27° anniversario del vittorioso, e tuttora costituzionalmente valido, Referendum antinucleare.
Purtroppo, dall'invio della nostra domanda di essere ricevuti dal Presidente e dalla successiva formalizzazione richiestaci dalla sua segreteria sono trascorsi più di due mesi, poi ci hanno risposto che la procedura istituzionale prevede che le petizioni siano consegnate alla Presidenza del Senato o della Camera, ma in via eccezionale, essendo molte le firme ed essendoci già stato un contatto con la Presidenza della Repubblica, avremmo potuto consegnare la petizione ad un funzionario della Presidenza.
A settembre/ottobre del 2009, alcune forze politiche sembrano aver restituito importanza al tema del nucleare; ciò è emerso anche nel confronto tra i candidati alle primarie del PD e nell'impegno di IDV a promuovere un referendum contro le decisioni del Governo. Quando abbiamo deciso la chiusura della petizione valutammo anche questi nuovi elementi positivi.
Ora, la Rete Nazionale Antinucleare ha fatto girare la preoccupante notizia del documento votato dal Parlamento Europeo, italiani compresi (tranne Lega e De Mita), che approva la costruzione di centrali nucleari, nascondendo il misfatto dietro la foglia di fico della ricerca della massima sicurezza oggi possibile.
Nella parte finale dell'ultimo editoriale di PBC potete trovare riferimenti ai documenti delle votazioni al Parlamento Europeo.
Ultimo editoriale PBC: clicca qui per leggerlo >>
A campagna già chiusa hanno continuato ad arrivare moduli cartacei dalla Sardegna, dalla Valchiavenna e da Ferrara, mentre da Chioggia ci hanno chiesto di utilizzare i nostri moduli per rispondere subito alle notizie che erano trapelate sulla individuazione di quel territorio per una delle previste centrali atomiche, vista la disponibilità di quel Sindaco a "incassare" le compensazioni dei danni che il Governo ha previsto per centrali e depositi delle scorie radioattive.
Il Consiglio dei Ministri che doveva decidere i siti, ha invece deciso di rinviare la decisione a dopo le elezioni regionali e locali di Marzo 2010.
Di fronte a questi nuovi elementi, il nostro Coordinamento ha considerato diverse ipotesi, prendendo in esame anche quella di riaprire la petizione. Si è però ritenuto che questa decisione, per l'impegno che ne conseguirebbe e per il rispetto dovuto ai cittadini sensibili al problema del nucleare che hanno firmato la petizione, vada assunta attraverso il voto elettronico (sondaggio) tra tutti i firmatari che hanno lasciato un loro indirizzo e-mail.
Tra pochi giorni saremo pronti, previo invio di un codice personale a tutti i cittadini che potranno votare: in questo modo saranno proprio i firmatari, con uno strumento democratico, a decidere come agire per far sentire il proprio "no" al nucleare.
Approfondimenti:
Intervista all'ecofisico Luigi Sertorio, studioso del reattore Superphoenix, che ha lavorato 15 anni a Los Alamos e 3 anni per la divisione ambientale della NATO.
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Qui potete vedere il video dell'iniziativa dell'8 novembre del 2009 a Roma,
per dire che non abbiamo bisogno del nucleare.
Scritto da Redazione PBC il 05/01/10. Commenti: 1
Commenti:| ID: 101 | Inviato: 12/01/10. |
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fio54
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E' da un po' di tempo che sto proponendo sul sito di Grillo e su quello di IdV un'ipotesi di lavoro sulla quale non trovo riscontri. Visto che qualche dottor sottile (mr Sergio Romano) fa notare che i tre referendum dell'87 non sottoponevano agli elettori il quesito diretto della fuoruscita dal nucleare- impossibile,dico io,vista la natura dell'istituto referendario in Italia e le promesse da marinaio dei sinistrorsi di modificarlo- bensì riguardavano strettamente la localizzazione delle centrali e la remunerazione degli enti locali disponibili oltre ad un terzo su partecipazione enel a progetti internazionali; posto che dovrebbe essere stata promulgata una legge,che penso sia solo un emendamento,com'è nello stile dell'attuale governo,nel quale si avoca all'autorità centrale il diritto della localizzazione delle future centrali; mi chiedo e lo chiedo anche a voi : non è incostituzionale una simile prassi che contrasta manifestamente con la sovranità popolare? Non si potrebbe richiedere un pronunciamento della Corte Costituzionale? Nè grillo,nè IdV si sono mai degnati di una risposta ed anzi rilanciano per un nuovo referendum,il che mi spinge a sospettare che siano invasi dal malcostume della vecchia sinistra di cavalcare la tigre quando fa comodo (vero mr. chiccotesta?) |
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